| Studi di Ibram Lassaw: "Sull'inventare la nostra arte" |
| mercoledì 25 giugno 2008 | |
Riceviamo e pubblichiamo la traduzione di un articolo scritto da Ibram Lassaw nel 1938. Pubblicato per la prima volta da American Abstract Artists, ora è stato tradotto da Maurizio Mequio e Lucio della Luna.Gli artisti contemporanei prendono coscienza dell'illimiitato e finora mai immaginato potenziale dei diversi mezzi plastici nell'arte. Per penetrare in questo nuovo, vasto mondo occorre però abbandonare gran parte delle esperienza tradizionali. L'arte, per come si è manifestata, con tutti i suoi significati, nelle varie culture della storia dell'uomo è stata apprezzata sia dagli artisti che dai laici contemporanei; tuttavia l'artista del mondo moderno deve lavorare come se l'arte del passato non fosse mai esistitita; come se fosse stato lui ad inventare l'arte. I cristallizzati concetti di "scultura" e "pittura" si stanno dissolvendo. Descrivere tratti fisici delle persone, ritrarre case, riproporre eventi storici o religiosi, immortalare dei soggetti come tutte le scene della vita dell'uomo è stato sempre considerato una funzione di queste arti plastiche. Finché anche la narrazione è stata considerata parte necessaria ed integrante dell' espressione artistica. Fino all'invenzione della stampa su grande scala e allo sviluppo della fotografia, la pittura e la scultura sono stati gli unici mezzi (fuori dal discorso) capaci di mediare idee in modo comprensibile, accessibile, per milioni di persone completamente analfabete. Ora fotografia e cinema hanno raggiunto livelli altissimi nelle tecniche di riproduzione del reale, ed anche un'ottima capacità di raccontare storie: le altre arti per questi aspetti non possono competere con loro. Privata di questi compiti, la struttura sottostante dell'arte ed il suo nuovo compito diventano chiari. Colori e forme da soli hanno il grande potere di muovere le emozioni umane: agiscono emotivamente e psicologicamente. E' evidente che ora l'arte ha qualcosa in più da offrire. In vista di questi sviluppi, gli artisti stanno iniziando a ripensare quelle leggi dell'arte dette "time-honored"(onorate dal tempo), anche attraverso diversi linguaggi artistici. Ogni cultura del passato ha sfornato e sviluppato una sua espressione artistica particolare. la nostra stessa epoca, ed in qualche modo anche noi, con il nostro fare, così eclettico, stiamo formando un nuovo punto di vista dell'arte, nell'arte. Molta gente sta comprendendo che non è più possibile produrre un'arte "propria" continuando a prendere in prestito gli stili e le tecniche di una volta. Sarebbe come provare a trapiantare un albero dopo averlo strappato dal terreno senza le relative radici. Certi artisti hanno già abbandonato la pittura tradizionale del pigmento o la scultura solida e statica. Ritengono che la cosa più importante sia rendere-mantenere l'arte viva, piena di suggestioni ed aperta ad ogni possibilità. Per ingrandire la nostra sensibilità ed intensificare le esperienze. Stanno sperimentando, spalancando le porte di nuovi campi percorribili, anche grazie allo sviluppo della fisica, dell'elettronica, delle moderne tecnologie. Questi artisti sono influenzati ovviamente anche dalle scoperte recenti della psicologia e della psicanalisi. In queste ricerche il nostro bagaglio di valori tradizionali è un un ostacolo. "I fatti che per anni sono stati raccolti, giustapposti pazientemente, conservati avidamente, sono oggi sospetti. Hanno il marchio di infamia della prudenza, del conformismo, della costanza e della lentezza" -scrive Gaston Bachelard-. Il nuovo atteggiamento che ne scaturisce è il tentativo di inventare degli oggetti che riguardano l'uomo psicologicamente attraverso fenomeni fisici. Si tratta di una nuova forma di magia. L'artista non si sente più colui "che rappresenta la realtà", egli è effettivamente colui "che produce la realtà". L'esperienza diretta, quella avuta attraverso i cinque sensi, è più reale di una vita in mezzo ai simboli, agli slogan, che ci hanno sommerso, ed è più reale un'arte che parte da questo presupposto di un'arte "politica-oratoria". La realtà è qualcosa di più complesso, di più grande, rispetto a ciò che una mera riproduzione fotografica possa mostrare. Jean Cocteau ha giustamente detto nel suo film "Le Sang d'un Poete": "Una riproduzione in gesso è esattamente come l'originale, salvo in ogni cosa." Dobbiamo creare degli originali. Tutti i fenomeni estetici prodotti dagli artisti appartengono al campo dell'arte. In tutte le sue forme, che rientri in discorsi concettuali o meno. Un opera d'arte per essere tale deve funzionare." |